sabato 2 agosto 2014

Cammino di Santiago, come preparare i bambini

Come devono essere preparati i bambini per affrontare tutto (o magari anche solo un pezzettino) il Cammino di Santiago?

Preparazione fisica, ma non solo

Quando si parla di imprese del genere si pensa innanzitutto alla preparazione fisica che sicuramente è uno degli aspetti più importanti e da non sottovalutare; è indispensabile che il bambino sia allenato a camminare per poter affrontare tappe che, pur essendo più corte di quelle proposte dalle guide, sono impegnative e richiedono loro di camminare molto più a lungo di quanto sono abituati a fare. Se poi gli sarà richiesto di portare un piccolo zaino (sempre senza superare il 10% del suo peso corporeo) dovrà essere allenato a camminare anche con quello.

Nel caso dei piccoli pellegrini la preparazione al cammino è utile anche per permettere ai genitori di conoscere bene i loro ritmi. Camminano di più all’inizio o alla fine? Hanno bisogno di tante piccole soste (più probabile) o di poche soste, ma prolungate? Quali sono gli espedienti che funzionano di più nei momenti di crisi? A tutte queste domande sarebbe meglio saper rispondere prima della partenza per evitare di trovarsi nel bosco tra Roncisvalle e Zubiri a dover fronteggiare pianti e piedi puntati senza saper cosa fare. Quindi ben venga un’ottima preparazione atletica!

Saper fare

È vero che il camminare è l’attività preponderante per un pellegrino, piccolo o grande che sia, ma ci sono altri aspetti che noi diamo per scontati e che invece per i nostri piccoli potrebbero essere imprese altrettanto ardue che attraversare la Meseta. Ma anche i grandi si stancano lungo il cammino ed avere dei figli più autonomi che non richiedono di correre ogni tre per due (conoscono bambini di otto anni che non si versano neanche un bicchier d’acqua) può essere un aiuto per tutti. Ogni genitore sa fino a dove il proprio figlio può fare da solo e dove deve intervenire un adulto, io, che sono una mamma pigra, devo dire che ho dei figli abbastanza autonomi, ma si può ancora lavorare su qualche cosa. Ecco quindi la mia lista dei Saper Fare da conquistare prima di partire.

1 Saper fare la doccia da soli. Le docce degli albergues non sono come quelle di casa. Devono sapere come gestire le mini bottigliette di doccia shampoo senza sprechi ed andare in doccia con l’accappatoio senza bagnarlo completamente durante il lavaggio. Se poi si riuscisse anche ad ottenere un sufficiente livello di igiene e pulizia allora sarebbe il massimo davvero.

2 Saper usare i bagni pubblici. Ogni tanto ci capita di portarli in bagno nei locali pubblici e sappiamo cosa vuol dire. Che nei bagni pubblici non si tocca nulla (o il meno possibile) già lo sanno, ma sarebbe bene che imparassero anche ad utilizzare i copri water e le temutissime turche.

3 Sapersi allacciare gli scarponcini. Non è indispensabile, ma sarebbe bello se fossero autonomi anche in questo.

4 Sapersi adattare a mangiare quello che c’è. Non stiamo andando in mezzo al deserto, in genere si trovano bar con alimenti commestibili, ma può essere che i bambini si mettano in testa che una cosa non la mangiano e che ne vogliono un’altra assolutamente irreperibile nel giro di poche centinaia di metri.

5 Saper camminare lungo strade carrabili senza marciapiede. A seconda di dove si abita i bambini potrebbero essere già abituati a farlo o meno, ma, anche se sono già abituati, i molti chilometri percorsi in sentieri in cui possono camminare liberamente potrebbero portarli ad affrontare nello stesso modo i tratti di carretera trafficata. Devono quindi capire che si deve stare sul bordo della strada, vicino ad un genitore e che non si può correre.

Le raccomandazioni più importanti

Infine, ma forse prima di tutto, dovremmo insegnare ai bambini come interagire con le altre persone. Lungo il Cammino si fanno tantissimi incontri, questo lo ha già capito anche mia figlia solo vedendo i miei video e le foto, si diventa amici e si raggiunge un livello di profondità dei rapporti che difficilmente si ritrova in altri contesti (soprattutto con persone appena conosciute). È uno degli aspetti che mi piace che i miei bambini colgano e vivano. Ma è giusto che i bambini imparino a fidarsi di tutti a prescindere?  Credo che sia fondamentale anche qui, come a casa, insegnare loro che prima di fare qualunque cosa, compreso fidarsi di una persona e seguirla, devono chiedere il permesso ai genitori o alle persone da loro indicate.
Detta così sembra un’ovvietà, ma quando ci si trova nel bel mezzo del Cammino le percezioni nei confronti degli sconosciuti cambiano completamente, si è portati a fidarsi di chiunque. Elisabetta Orlandi racconta nel suo libro Un milione e Ottocentomila passi che un giorno il piccolo Joan si lamentava e non voleva proseguire e lei, non sapendo che altro fare, lo ha affidato ad un uomo che passava, se non ricordo male, con una sorta di monopattino per portarlo al pueblo seguente. Solo dopo qualche istante si è resa conto che aveva appena affidato il bambino ad un perfetto sconosciuto che lo ha portato via ad una velocità che per lei, a piedi e con lo zaino, era assolutamente irraggiungibile. Fortunatamente tutto è andato bene, però questo episodio è molto significativo e fa comprendere perché si debba insistere su un aspetto che nel quotidiano si dà abbastanza per scontato.

Insomma, i bambini si possono preparare al cammino e credo che il modo migliore per farlo sia quello di far rientrare questa “preparazione” nell'ambito delle cose normali che si fanno, senza far pesare che devono imparare questo o quell’altro per fare il Cammino di Santiago. I bambini che arriveranno più preparati saranno quelli che già nel loro quotidiano vivono gli aspetti di cui abbiamo parlato.


Ultrya!

Ho letto: Il bastone e la conchiglia – Guida pratica e spirituale al Cammino di Santiago

Ho trovato questo libretto nel reparto dell’usato e devo dire che probabilmente chi lo possedeva prima di me non lo ha portato con sé durante il pellegrinaggio; lungo il Cammino ho visto guide bagnate, piegate, a cui è stata tolta la copertina o venivano staccate le pagine relative alle tappe già percorse per ridurne il peso e questo libro non ha decisamente l’aspetto di essere stato dove consiglia di andare. Meglio per me che me lo gusto come nuovo!

Si tratta di un libretto formato A5 con la copertina semirigida di 192 pagine che pesa 218 grammi. Di solito il peso di un libro non è uno dei primi aspetti che si considerano nello scriverne una recensione, ma nel caso di una guida per un pellegrinaggio zaino in spalla in cui si contano anche i grammi delle lamette per farsi la barba il peso della guida che si sceglie è fondamentale.

Contenuti

La guida è divisa in tre parti più delle appendici.

Nella prima parte vengono affrontati aspetti storico- culturali e religiosi legati a Santiago de Compostela, ai pellegrinaggi nella storia e alla storia di questo pellegrinaggio spagnolo.

Nella seconda parte le autrici hanno raccolto tutte le informazioni utili a chi voglia affrontare il pellegrinaggio, dal come arrivare ai punti di partenza a cosa mettere nello zaino, da come prevenire le ampollas a dove dormire e mangiare c’è tutto (o quasi) quello che vuol sapere ogni futuro pellegrino.

Nella terza parte viene illustrato il percorso paese per paese con delle indicazioni sintetiche (molto sintetiche) relative agli alloggi e agli altri servizi che vi si trovano, oltre ovviamente alle indicazioni chilometriche e altimetriche fondamentali. Questa parte è ovviamente aggiornata alla data di stampa.  Sempre in questa terza parte sono raccolte, intervallate ogni 25 chilometri circa, delle preghiere, benedizioni e tratti di salmi utili per coloro che affrontato realmente il Cammino come pellegrinaggio religioso. 
Nelle appendici sono raccolte delle brevi recensioni di libri, siti internet e film legati al Cammino di Santiago.

Il mio punto di vista

Una guida utile per chi predilige la carta stampata; le informazioni contenute nel libro sono, attualmente, facilmente reperibili on-line sia quelle relative alla storia che quelle più pratiche. Le informazioni relative alle possibili tappe (a differenza di altre guide non è diviso in tappe) sono molto sintetiche ed essenziali e le spiegazioni circa ciò che si incontra lungo il cammino sono molto scarne. Utile da leggere prima di partire, meno da portare con sé lungo il Cammino a meno che non interessi la parte più Spirituale della guida (parte che manca a molte delle pubblicazioni analoghe).

Avere una guida con preghiere che aiutano ad affrontare i vari tratti specifici e legate ai vari luoghi che si incontrano lungo la strada è molto importante per i credenti che affrontano il Cammino con vero spirito pellegrino. Il mio consiglio è quello di estrapolarle da questa guida per portarle con sé senza rinunciare al contenimento del peso dello zaino.

Il bastone e la conchiglia – Guida pratica e spirituale al Cammino di Santiago
Francesca Cosi – Alessandra Repossi
Ancora Editrice -2010

Ultreya!

giovedì 31 luglio 2014

Gonte - Quarcino - Barbè, obiettivo: Parco Giochi

Camminare con una meta precisa è sicuramente più soddisfacente che camminare senza scopo, per questo quando abbiamo proposto ai bambini di fare una passeggiata per arrivare ad un PARCO GIOCHI in cui non eravamo mai stati l’entusiasmo è salito alle stelle. Ora, lo si evince anche dalla foto, non è che li abbiamo portati proprio a Mirabilandia, eppure vi assicuro che l’entusiasmo non si è spento nemmeno quando hanno visto che si trattava solo di un paio di altalene, uno scivolo (doppio e quindi vale di più) e una giostrina a mano, anzi!
Il parco giochi di Barbè 

Per questo giro noi siamo partiti da Quarcino per poi ritornarvi, ma per chi viene da fuori è consigliabile partire da Gonte dove si trova più facilmente parcheggio.

Dalla piazza Italia (riempire le borracce) si entra in paese costeggiando il bar e subito dopo il negozio di alimentari si svolta a sinistra su una strada/scala in forte salita. In cima alla salita si gira a destra continuando a camminare nel paese e quando si arriva ad un trivio (fontanella) si prende a sinistra dove, seguendo un percorso obbligato, dopo una decina di minuti si arriva alla strada carrabile in corrispondenza dei cassonetti dell’immondizia. 

Si svolta a destra continuando a salire in direzione Quarcino. Prima di arrivare alla frazione di Quarcino, passata via Roccolo ancora un centinaio di metri) ci si infila nel bosco in corrispondenza di una cappella dedicata alla Madonna.

La prima parte di strada nel bosco è piuttosto stretta, può capitare di dover passare qualche ruscelletto e, soprattutto i più piccoli, potrebbero avere qualche difficoltà ad arrampicarsi sui sassi nei tratti più ripidi. 

Passato il primo tratto il sentiero rimane nel bosco, ma diventa più agevole. Seguendo la segnaletica del sentiero numero 5 si giunge all’abitato di Rancone, dapprima una casa in una radura, poi più abitazioni tipiche ristrutturate. Da qui si percorre il sentiero di sassi in discesa e, con una scalinata ci si ritrova sulla strada carrabile.

Si continua seguendo la strada asfaltata verso nord, in leggera salita, con la possibilità di scegliere se camminare lungo il lato più ombroso o quello soleggiato. Giungendo ad un incrocio con uno stop svoltare a sinistra, da qui si vede la frazione di Barbè. Dopo qualche decina di metri si lascia nuovamente la carrabile e si entra nel paese scendendo verso la chiesa (seguite il campanile). Girando intorno alla chiesa dal lato sinistro si trovano il parco giochi (sole) e la fontanella.

Al ritorno si percorre la stessa strada dell’andata fino alla scala che porta a Rancone, da qui, anziché risalire, continuare la discesa attraversando la frazione di Cadessino. Dopo circa trecento metri, lungo una discesa piuttosto ripida che porta verso la chiesa parrocchiale di Gonte, lasciare la carrabile ed entrare nell’abitato sulla destra in via Maggiore Bellezza. Proseguendo dritto si arriva al punto di partenza. 

Scheda della gita

Anello: Gonte – Quarcino – Rancone – Barbè – Cadessino - Gonte
Zona
Verbano Cusio Ossola
Partenza
Oggebbio (VB) frazione di Gonte, piazza Italia
Arrivo
Oggebbio (VB) frazione di Gonte, piazza Italia
Parcheggio auto
Piazza Italia o parcheggio delle Poste e del Cimitero a Gonte  
Tempo di percorrenza
124 minuti
Distanza
6.78 km
In pianura
1.45 km
In salita
1.64 km
In discesa
3.69 km
Dislivello
-
Punto meno elevato
305 m
Punto più elevato
399 m
Acqua
Una fontana alla partenza e una poco dopo. Una fontana a Barbè
Punti di ristoro
A Gonte: negozio alimentari e bar
Ombra
70%
Passeggini
No
Tratti difficoltosi
Da verificare la pulizia del bosco tra Quarcino e Rancone (a fine Luglio è pulito perché parte del percorso del Giro delle Frazioni. Da evitare subito dopo grandi piogge.  Alcune parti sulla strada carrabile (poco trafficata).
Attrezzatura
-
Aspetti naturalistici
Panorama sul lago Maggiore a 180°


mercoledì 30 luglio 2014

Cammino di Santiago, ma le cimici dei letti? Vogliamo parlarne?

Ero già angosciata dalla possibilità di incontrare piccoli animaletti nei letti quando avevo percorso il mio primo tratto di Cammino anni fa, adesso che immagino di percorrerlo con i bambini questa mia preoccupazione rischia di diventare ASSILLO e voglio arrivare preparata a combattere le cimici con ogni mezzo, con la speranza che ora che arriveremo noi sul Cammino di Santiago abbiano cominciato a predisporre un piano sanitario per debellare il problema.
Nel 2010 Immacolata, un’italiana che ha fatto l’ospitalera per 15 giorni a Bercianos del Camino ha evidenziato il problema in un post del suo blog proponendo (o forse solo auspicando) delle soluzioni che prevedono un protocollo condiviso e l’intervento di più forze congiunte dagli ospitaleri stessi, alle autorità sanitarie ai veterinari. Non so se sia stato fatto qualche cosa a questo proposito, me lo auguro e devo dire che in questo momento quello che mi interessa di più è capire come comportarmi e che cosa utilizzare per evitare di incorrere nel problema o, nel caso, di affrontarlo nel migliore dei modi.
Innanzitutto esistono delle indicazioni ufficiali che si trovano un po’ ovunque lungo il cammino e che recitano più o meno così (liberissima traduzione a senso):
Indicazioni ufficiali su come comportarsi in caso di cimici
Come prevenire le cimici (chinches cominciano ad imparare lo spagnolo base del pellegrino)
1 Evita di sostare in luoghi ove si sospetta la presenza di cimici.
2 Non mettere lo zaino o gli altri equipaggiamenti sopra il letto.
3 Controlla minuziosamente il letto (pieghe, sotto il materasso, angoli), il materasso, la biancheria del letto, la mobilia e tutto quello che è di tua pertinenza.
4 Controlla minuziosamente tutti i tuoi vestiti e oggetti compresi i bordi e gli orli, elimina le cimici che trovi e lava tutto ad alta temperatura 60°- 70°C.
5 Prima di dormire cospargi un repellente per uso topico su tutto il corpo.
6 Avvisa immediatamente l’ospitalero se vedi delle cimici
Come trattare le punture delle cimici
1 Lava la zona della puntura con acqua e sapone.
2 Se il prurito e l’irritazione sono particolarmente forti e fastidiosi applica una crema calmante che puoi acquistare in farmacia.
3 Se il prurito è difficile da sopportare, la reazione allergica molto intensa e compaiono infezioni sulla pelle, vai subito da un medico.
4 Si raccomanda di non grattarsi nella zona della puntura, perché potrebbero aprirsi delle ferite attraverso le quali potrebbero entrare infezioni.
5 Secondo le attuali conoscenze le cimici dei letti non sono un veicolo di trasmissione di agenti patogeni e di malattie tra le persone.

Fin qui quello che ci viene consigliato, ma io mi sentirei di attuare qualche precauzione in più. Innanzitutto aggiungerei che, se nel tuo letto trovi una cimice, avvisi l’ospitalero, giri i tacchi e vai da un’altra parte (sempre che ci sia un altro luogo pronto ad ospitarti, ovviamente).
In secondo luogo non limiterei il lavaggio ad alta temperatura solo ai momenti post contagio da cimici; moltissimi rifugi (albergues) sono dotati di lavatrice e asciugatrice (lavadora e secadora) ed è bene approfittarne ogni volta che si può. Se da soli non si riesce a fare un carico pieno si può fare a metà con altri pellegrini (scegliete quelli che vi sembrano avere le condizioni igienico-sanitarie migliori). Se si è stati contaminati conviene un bel giro in una lavanderia a gettone (se la si trova) e dare una bella lavata anche allo zaino.
Ho letto poi che qualcuno, ogni mattina, ripone il sacco letto e il sacco a pelo in un sacchetto di plastica con all’interno della canfora, in questo modo si può evitare di portare a spasso le simpatiche amichette nel caso si fossero intrufolate. L’ideale sarebbe poter utilizzare in accoppiata con il sacco a pelo delle lenzuola con cui rivestire il letto (di quelle leggerissime) e magari una federa (io me l’ero portata e non ci rinuncerei mai).
Prima di dormire una bella spruzzata con un repellente per insetti tipo Autan insistendo in particolare per quelle parti che rimangono esposte come viso, collo, orecchie, braccia. Un bel giro di Autan anche al lenzuolo e all’interno del sacco a pelo e speriamo che per le prime ore della notte le chinches sloggino e vadano a fare visita ad altri pellegrini (sì, quelli che mi hanno segretamente e palesemente insultato per l’odore di Autan), perché l’effetto non dura per tutta la notte. Se vi dà fastidio l’odore potrete preparare il vostro repellente seguendo la ricetta di questo pellegrino (Edward) che pare sulle cimici la sappia veramente lunga.
Nei casi più gravi comunque le punture si curano con pomate antistaminiche o antistaminici per bocca e, nel caso anche con un ciclo antibiotico, ma ovviamente è bene passare prima da un medico che, lungo il cammino, sarà sicuramente esperto del problema. L’importante è non tergiversare.

Qui trovate il mio vademecum personale redatto tenendo in considerazione le precauzioni ufficiali e un po' di buon senso, per cercare di non incorrere nel problema delle cimici, sperando che sia sufficiente!

Cosa fare in caso di cimici pdf da scaricare


Naturalmente vorrei evitare che i miei bambini vengano punti, mi sa che provo anche io il repellente a base di olio di Neem e poi vediamo. 
Per ora lo testo sulle zanzare che ci stanno massacrando.
In qualche altro post vi parlerò delle zecche, altro pericolo in agguato per i pellegrini e degli altri consigli “ufficiali” dedicati ai pellegrini.

Ultreya!

Piccola sgambettata Sacro Monte di Ghiffa - Ceredo

Per insegnare ai bambini a camminare l’unica cosa che si può fare è camminare, ovviamente non decidiamo di fare delle passeggiate con l’unico scopo di preparare i bambini al Cammino. Ci piace camminare, molto più che andare in spiaggia, e ci piace farlo con loro.
La prima sgambettata che abbiamo fatto quest’estate con i bambini è il tratto di bosco che dal Sacro Monte della S.S. Trinità di Ghiffa porta alla località di Ceredo. Ci troviamo sul lago Maggiore in provincia di Verbania e il panorama è mozzafiato praticamente ovunque. Anche camminando all’interno del bosco ogni tanto tra gli alberi si apre una vista incredibile verso il versante varesino del lago Maggiore.
Il ritorno, da Ceredo al Sacro Monte di Ghiffa - Luglio 2014

Il percorso che abbiamo scelto è parte di un anello molto più ampio che si snoda sul versante est del Monte Carciago; la parte che abbiamo fatto è di circa due chilometri. Si parte dal Sacro Monte della Santissima Trinità di Ghiffa e si arriva nell’abitato di Ceredo in circa quaranta minuti (con i bambini piccoli).
Ceredo, alla ricerca del torchio (non trovato) - Luglio 2014

Il percorso è agevole e attraversa un bosco, nella prima parte la strada è larga ed in leggerissima salita, dopo una decina di minuti comincia una lieve discesa e dalla metà circa in poi si stringe e la discesa diventa più ripida – da qui non è più percorribile con i passeggini. Ad un certo punto bisogna attraversare un piccolissimo ruscello ed è un momento di grandissima emozione soprattutto per i piccoli.
Curiosi in via del Freschetto - Ceredo - Luglio 2014

Dopo circa quaranta minuti si arriva all’abitato di Ceredo in cui si possono riempire le borracce ad una fontana e fare merenda al fresco del portico della piccola chiesa di San Benedetto.

Al ritorno si ripercorre la stessa strada al contrario.

A proposito di trucchi per distrarre i bambini ….


Il caso ha voluto che durante tutto il percorso di ritorno ci fosse un elicottero che sorvolava la zona (qui li usano anche per i lavori edili in zone difficilmente raggiungibili) e noi abbiamo raccontato ai bambini che avevano scoperto che eravamo delle spie e ci stavano cercando. Fortunatamente nel bosco non potevano trovarci, ma dovevamo stare attenti ai tratti un po’ scoperti e percorrerli molto velocemente. Si sono divertiti un sacco e dopo poco procedevano giocando da soli senza più il bisogno di essere incitati da noi.
Un nuovo trucco da aggiungere a quelli già testati

Scheda della gita


Dalla S.S. Trinità di Ghiffa a Ceredo
Zona
Verbano Cusio Ossola
Partenza
Sacro Monte della S.S. Trinità di Ghiffa (VB)
Arrivo
Ceredo (VB)
Parcheggio auto
Parcheggio del Sacro Monte di Ghiffa
Tempo di percorrenza per l’andata
42 minuti
Distanza per l’andata
2 km
In pianura
660 m
In salita
710 m
In discesa
630 m
Dislivello
54 m
Acqua
Una fontanella poco dopo l’inizio del percorso ed una fontana in località Ceredo
Punti di ristoro
No
Ombra
Su tutto il percorso
Passeggini
No
Tratti esposti
No
Attrezzatura
Scarpe con suola carrarmato o scarponcini da trekking
Aspetti naturalistici
Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Ghiffa
Aspetti storico artistici
Sacro Monte della Santissima Trinità di Ghiffa riconosciuto insieme agli altri Sacri Monti del Nord Italia come Patrimonio dell’umanità. Complesso monumentale risalente al XVI XVII secolo
Ultreya!